Esattamente un giorno prima la strage che gli americani hanno compiuto a Kabul e che ha visto una cinquantina di bambini e circa venti donne perdere la vita(”tutti taliban” hanno affermato gli amici ed alleati di guerra americani),gli inglesi avevano già dato prova delle loro capacità balistiche. Qui un reportage di Emanuele Nannini,logista di Emergency,riportato sul sito di Peace Reporter.
Lashkargah, giovedì 21 agosto. Un neonato, quattro bambini, una ragazza e quattro donne, una di loro incinta. Tutti colpiti dalle schegge dei razzi che sono caduti sulla loro casa durante una festa di matrimonio, e ricoverati giovedì mattina nel Centro chirurgico di Emergency a Lashkargah. I parenti delle vittime, che nei loro racconti riportano un imprecisato ma notevole numero di morti, denunciano: “Sono stati i soldati inglesi”.
Questo è il periodo migliore dell’anno per sposarsi, il grande caldo è passato e i fiori colorano ancora il paesaggio. La festa inizia il mercoledì e si va avanti per tre giorni ininterrottamente, uomini all’esterno, donne e bambini all’interno, rigorosamente separati. Bisogna affrettarsi, tra poco inizierà il Ramadan. In un paese in guerra bisogna rinunciare a qualche usanza locale, come sparare in aria colpi di fucile per evitare di diventare un facile bersaglio, e la festa può avere inizio. Qualcosa è andato storto: le precauzioni non sono bastate, il via vai di moto e macchine ha attirato l’attenzione. “E’ stata una pattuglia di tank britannici – racconta un testimone – il primo razzo ha colpito una macchina che stava uscendo dalla casa dei festeggiati, gli altri sono stati tutti diretti verso l’edificio in cui si trovavano le donne e i bambini. Non c’è tempo di pensare e di guardarsi indietro, la prima macchina con due bambine e una donna parte alla volta di Lashkargah, correndo contro il tempo.
Dopo tre ore di viaggio il mullah Baseer arriva all’ospedale di Emerge ncy: la moglie incinta di sei mesi, la figlia di tre anni e la nipote sono in gravi condizioni, ma sopravviveranno. Il vestito bianco della festa è pieno di macchie di sangue, quello che ha visto gli si legge in faccia: “C’erano tre corpi di bambini dilaniati, le gambe erano da una parte e il busto da un’altra. Sono scappato tropp o velocemente per rendermi conto di quello che stava succedendo e non volevo vedere nient’altro”, racconta toccandosi la lunga barba bianca.Sabawoon,cugino dello sposo,arriva poco dopo con un’altra macchina con quattro feriti a bordo.La storia che racconta e il dramma nei suoi occhi sono sempre gli stessi: “Gli inglesi erano a due chilometri dal matrimonio e i razzi sono arrivati a poca distanza l’uno dall’altro, non c’è stato il tempo di scappare e noi uomini all’esterno non abbiamo potuto fare nulla per salvare mogli e figlie”. Con lui all’ospedale sono arrivate due zie della sposa, un bambino di tre anni e un neonato di pochi mesi. Hanno corso abbastanza velocemente contro il tempo. Sabawoon poco dopo saprà che anche la zia, che è stata immediatamente trasferita in sala operatoria, se la caverà.Le informazioni corrono veloci,non si ha il tempo di farsi troppe domande che l’ultima macchina arriva al cancello. Wadaan è alla guida, è il figlio del mullah Baseer. Con lui in macchina altre due bambine e Bakhtawara, la madre dello sposo. Sono in ritardo, hanno preso una decisione difficile: anziché correre direttamente all’ospedale di Lashkargah si sono fermati in una piccola clinica a Grishk, a un’ora di distanza dall’ospedale. Il tempo che hanno perso è stato fatale: la madre dello sposo muore pochi minuti dopo essere entrata nel pronto soccorso.
All’esterno dell’ospedale, Bakhtawar , Ghamay e Wadaan sono troppo stanchi per disperarsi e per piangere, insieme portano via il cadavere di Bakhtawara. Ancora vestito a festa.
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3 Settembre, 2008 a 2:59 am
[...] zona della strage compiuta dagli inglesi lo scorso 20 agosto(della quale ho riportato un articolo qui). Secondo dei testimoni negli scorsi giorni le operazioni Nato si sarebbero decisamente [...]